Eventi

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dalle 20:30 alle 23:00
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Almagià
Narrazione di una ricerca, anzi di un nuovo mondo

Silvia Veroli

performance
Alter ego alias è la narrazione di una ricerca: quella di una alternativa culturale, sociale ed esistenziale, anzi, di un nuovo mondo (e anche per questo parla tanto di America).

Alter ego alias è la narrazione di una ricerca: quella di una alternativa culturale, sociale ed esistenziale, anzi, di un nuovo mondo (e anche per questo parla tanto di America).
Inizia entrando in contatto con questa alterità (Alieni su alias), inventando lingue e codici per comunicare (Codici, enigmi, linguacce), quindi si cerca un centro di gravità provvisorio (Rolling stones), cerca le donne (Ragazze devianti) e mette su casa (Case, dimori, domicili). Alter ego alias è la prova docu-narrativa più convincente di uno dei tanti talenti che, a dispetto del dominante cinismo letterario, pullulano all’estrema periferia dell’impero editoriale. Che abbia militato per tanti anni, vera voce nell’ombra come quella dei doppiatori, sulle pagine di Alias, lo ammette candidamente fin dal titolo.

09
24.00
DJ Set
Almagià
DJ set

Tapis Roulant

DJ set
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23:00
DJ Set
Almagià
Dj set

Bangutot

DJ set
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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:00 alle 22:30
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Almagià
ANTONIONI/DESERT STORM

Fabrizio Varesco

arti visive
di Fabrizio Varesco
immagini: Luca Di Giorgio
music design: Davide Sacco / ErosAntEros
dipinto di Gianni Dova dal titolo “ LA SAGRA DELLA PRIMAVERA”
per gentile concessione dell’Archivio Collezione Ghigi – Pagnani
produzione Varesco Prod.
In collaborazione con Ravenna2019/Visualhub
Italia, 2013 – 3’
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dalle 17:30 alle 18:30
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dalle 17:30 alle 18:30 e dalle 20:00 alle 20:30
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dalle 16:30 alle 17:30 e dalle 19:00 alle 19:30
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dalle 15:30 alle 16.30
Alessandra Dragoni
Cantine di palazzo Rava
RITRATTI GIOVANILI

Alessandra Dragoni

arti visive

Adolescenza: lʼultima fase dellʼetà evolutiva, interposta tra fanciullezza ed età adulta, caratterizzata da una serie di modificazioni somatiche, neuro-endocrine e psichiche, che accompagnano e seguono lʼetà della pubertà. (vocabolario on line- Treccani)
Serie di 10 ritratti tratta da un progetto sullʼadolescenza iniziato nel 2008. Lʼintento di queste fotografie, che vogliono somigliare a fototessere, è quello di mostrare i volti di ragazzi tra i 13 e i 19 anni raccontati nel momento del cambiamento. Le tonalità delle immagini, al limite dellʼerrore, vogliono suggerire lʼinstabilità in atto in questa intensa fase dellʼesistenza.

Alessandra Dragoni, fotografa, è nata a Ravenna nel 1963.
Negli anni 80 lascia lʼUniversità per trasferirsi in Olanda dove inizia a fotografare.
In seguito abita a Parigi, New York e poi a Milano, dove lavora con le principali riviste italiane e straniere occupandosi principalmente di ritratto e di editing.
Tornata a Ravenna, per 3 anni frequenta i corsi di Guido Guidi in Accademia.
Conduce a Ravenna la galleria MyCamera, spazio espositivo di sperimentazione nellʼambito della fotografia contemporanea, collabora con Monica Francia al progetto “Corpo Giochi @ scuola”, del quale documenta i laboratori nelle scuole della città. Lavora con diversi designer e ne fotografa le collezioni.
Eʼ in uscita, in collaborazione con lʼeditore QUINLAN, il libro “AT 14”, uno spaccato di vita giovanile che si inserisce in una sua più ampia riflessione sullʼadolescenza.

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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:00 alle 22:30
Teatro delle Albe
Almagià
A mouse! A mouse! / Agli I.M.

Teatro delle Albe

performance
Due brevi estratti dagli spettacoli del Teatro delle Albe: La mano e La canzone degli F.P. e degli I.M.

Roberto Magnani/Teatro delle albe
A mouse! A mouse!
Un breve estratto dallo spettacolo del Teatro delle Albe La mano tratto dall’omonimo romanzo di Luca Doninelli. Sulla composizione musicale di Luigi Ceccarelli che intreccia suoni elettroacustici e portentosi riff di chitarra elettrica, un’inquietante e astratta figura con in testa una maschera di Mickey Mouse danza attorno ad un’asta microfonica colpita da una luce stroboscopica. Un rituale pagano, oscuro e immaginifico sull’altare della musica.
Breve estratto dallo spettacolo del Teatro delle Albe La mano tratto dall’omonimo romanzo di Luca Doninelli, musiche di Luigi Ceccarelli.

Alessandro Argnani/Teatro delle Albe
Agli I.M.
Un breve estratto dalla lettura pubblica del Teatro delle Albe La canzone degli F.P. e degli I.M. dal testo omonimo di Elsa Morante. In quest’opera del 1968, pubblicata all’interno del volume Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi, la Morante prevede con grande anticipo e lucidità l’omologazione dei giorni nostri e il regno degli Infelici Molti.
Breve estratto dalla lettura pubblica del Teatro delle Albe La canzone degli F.P. e degli I.M. dal testo omonimo di Elsa Morante.

Guidato da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, il Teatro delle Albe (1983) spicca nel panorama italiano e internazionale per la visionarietà radicale e patafisica della sua alchimia scenica. Nel 1991 la compagnia fonda Ravenna Teatro, “Stabile corsaro”, a vocazione insieme etica ed estetica. Alessandro Argnani e Roberto Magnani si avvicinano giovanissimi al Teatro delle Albe partecipando alla non-scuola, pedagogia “asinina” e anti-accademica che il gruppo pratica negli istituti superiori della città, e dal 1998 segnano con la loro presenza scenica il percorso della compagnia.

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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:00 alle 22:30
Almagià
Autoritratto

Sergio Policicchio

arti visive

“autoritratto”
Il ritratto per me è la scusa per lavorare sul concetto di presenza ed è dentro a quel concetto che il rapporto fra madre lingua e la sua sonorità, luogo geografico e tratti del volto diventano un tutt’uno che per me è il vero oggetto da ritrarre.
Tento di delineare un’idea di ritratto con alcuni frammenti del mio lavoro che vadano a innestarsi dentro al grande “volto” che sedimenterà ed emergerà dentro all’Almagià.

09
23:00
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Almagià
Hearing is Seeing

Stefano De Ponti

performance
Hearing is seeing si sviluppa tra realismo metafora minimalismo melodico e rumoristico portando lo spettatore a vedere attraverso l’ascolto.

Paesaggi sonori nati a supporto e complemento di spettacoli teatrali specifici, ma portatori di contenuti drammaturgici autonomi, capaci di evocare immagini e suggestioni situate sul confine tra il sentire e il vedere. Presentato in forma di live electronics porta sulla scena stralci di musiche realizzate per la scena, reinterpretati e ampliati attraverso il readymade di suoni concreti, ai quali si accompagnano frammenti musicali prodotti da strumenti a corda preparati, suonati e processati dal vivo.
L’atmosfera che ne scaturisce si sviluppa tra realismo, metafora, minimalismo melodico e rumoristico, con l’intento di portare lo spettatore a vedere attraverso l’ascolto.

Stefano De Ponti Milano, 1980
Musicista e filmmaker dal 2000, ricerco e creo usando i microfoni come una cinepresa, gli strumenti musicali una tela e la fotografia parola, sfumando il confine che delimita gli universi del suono e dell’immagine. Nel 2006 scopro che il teatro, in tutte le sue declinazioni, è l’ambito più stimolante e idoneo dove sviluppare la mia ricerca artistica la quale, pur contaminata costantemente dalle arti figurative, si focalizza sullo studio e sullo sviluppo di composizioni originali, installazioni audio e live electronics. Da allora collaboro con diverse realtà italiane tra cui: Compagnia NUT, Riserva Canini, Zoe Teatro, Eco di Fondo, Zaches Teatro, Compagnia Bandini/Ferri e Menoventi, realizzando drammaturgie e paesaggi sonori che cercano di comunicare e suggestionare anche al di fuori del
contesto per il quale sono stati concepiti.

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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:00 alle 22:30
physis-1
Almagià
Physis #1

Stefano De Ponti / Eleonora Pellegrini

performance
Physis #1: Lentamente, un gruppo di molecole riuscì a organizzarsi e a dare vita a qualcosa di nuovo e meraviglioso: la prima cellula…

Una delle storie che gli scienziati narrano a proposito dell’origine della vita, si svolge centinaia di metri sotto il mare. La Terra aveva appena 1 miliardo di anni, e il tremendo frastuono del big bang rimbombava ancora dappertutto.
Alcuni di loro credono che sul fondo dell’oceano ci fossero dei buchi fumanti, chiamati black smokers, che portavano in superficie materiali provenienti dalla struttura interna del pianeta. Lentamente, un gruppo di molecole organiche riuscì a organizzarsi e a dare vita a qualcosa di nuovo e meraviglioso: la prima cellula…
Physis #1 è una performance per corpo e suono, dedicata all’origine della vita secondo l’ipotesi dei black smokers, primo capitolo di un progetto più ampio sull’evoluzione delle specie e sul futuro della Vita sulla Terra.

Stefano De Ponti, organizzatore di suoni e di immagini, ed Eleonora Pellegrini, matematica e danzatrice, lavorano insieme dal 2011. Il fine della loro ricerca è il compimento del gesto essenziale e necessario, raggiunto attraverso il movimento autentico, il suono e l’immagine.

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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:30 alle 23:00
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dalle 20:00 alle 22:30
Dacia Manto - Gerardo Lamattina
Almagià
Planiziaria

Dacia Manto - Gerardo Lamattina

arti visive
Una frattura temporale, una sospensione dello scorrere del tempo e dunque della possibilità di una narrazione.

Planiziaria è un video che verte su luoghi interstiziali, situati ai margini. Territori disegnati dall’acqua che mantengono un’apparerenza sospesa nel tempo; in queste paludi dall’apparenza primordiale, estreme propaggini del delta del Po, emergono microprotagonisti invisibili, che raccontano di un paesaggio dimenticato, quello degli ormai quasi estinti boschi planiziali, o boschi di pianura, che in realtà qui sopravvivono vicinissimi ad arterie stradali frtequentate, dove il traffico scorre veloce con le sue luci e i suoi rumori costanti.

Una frattura temporale, una sospensione dello scorrere del tempo e dunque della possibilità di una narrazione, diventa fondamento di un video in cui emergono elementi che si riavvolgono su se stessi, incatenandosi gli uni agli altri come in un gioco di rimandi e rispecchiamenti.

Planiziaria è un progetto di cui fanno parte, oltre al lavoro video, mappe, quaderni, reperti e disegni che rivelano il processo di indagine e ricostruzione di habitat ed ecosistemi da me portato avanti negli ultimi anni.

Dacia Manto e’ nata a Milano, vive e lavora tra Milano e la Romagna.
Da alcuni anni porta avanti attraverso video, installazioni e disegni una personale ricerca e mappatura dello spazio e del paesaggio, che ha interessato in particolare territori fluviali e palustri, residui di boschi planiziari, periferie marginali e semiselvatiche.
Osservatori strutturali e poetici sulla natura, i suoi lavori costruiscono immagini ed architetture aperte, fragili, precarie, che divengono testimoni dell’inafferrabilità dell’ambiente, della difficoltà di restituire la realta’ della visione.
Ha esposto in importanti realtà pubbliche museali tra cui il Pav, Parco d’Arte Vivente a Torino, il Mar, Museo d’Arte della città di Ravenna, il Mart di Rovereto, il Mac di Lissone, la Fondazione Remotti, la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, la Galleria Civica di Trento, il M.A.G.A. di Gallarate, il Museo della Citta’ di Rimini, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il PAC di Milano, La Strozzina – Centro di Cultura Contemporanea di Firenze, il Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne, la Biennale di Poznan, oltre a numerose personali e collettive in spazi pubblici e privati.
Nel 2009 finalista al premio Cairo, sempre nel 2009 vince il premio Geniali – Alitalia per la giovane arte italiana. Nel 2011 il premio Acea- Ecoart, Roma, con il video Planiziaria,e nello stesso anno il premio Aletti con il video Asterina. Nel 2012 il premio Arte Rugabella.
Attualmente un suo progetto permanente di arte pubblica e’ stato appena inaugurato in Toscana , nei paesi del Chianti, per Tusciaelecta.

Gerardo Lamattina
Attore regista è nato a Pertosa Salerno e vive a Ravenna.
Non ama i curricula e le biofilmografie.